lunedì 25 luglio 2016

Milano magica


La tomba di don Giuseppe Gervasini al Cimitero Monumentale di Milano.

Articolo del 2009. 

Durante le mie peregrinazioni a Milano in cerca di grazie, ho avuto modo di riflettere su alcune cose a cui prima, probabilmente, non avevo dato troppa importanza. 
Dopo aver abbondantemente studiato il pensiero e le opere di De Martino, forse si arriva a concludere che il “Mondo Magico” sia una realtà esterna alla nostra, o quantomeno estranea: esso sopravvive nelle più remote zone della Lucania, o in sperdute vallate alpine, o ancora nel selvaggio e brullo entroterra sardo. E se ciò è indubbiamente vero, parimenti non lo è considerare manifestazioni di questa realtà come dimenticate nei luoghi dove noi viviamo, che apparentemente nulla hanno di magico se non nel privato delle nostre abitazioni.
Il Mondo Magico è vivo e vegeto, e anche laddove pare non esistere esso si nasconde fra le pieghe del mondo della razionalità e della scienza, della fede dogmatica e della banalità imperante. Non serve granché per trovarlo, basta tenere gli occhi aperti. 
Ecco dunque che in una città grande e “nuova” come Milano, da mille anni la gente si reca nella basilica di Sant’Ambrogio per accendere ceri a Nehushtan, il serpente di bronzo, un vero e proprio idolo che protegge dai mali e dalle afflizioni (e a poco valgono le sottigliezze retoriche della Chiesa Cattolica, per la quale si tratta di venerazione e non di adorazione); oppure al Cimitero Monumentale, per chiedere la grazia a don Giuseppe Gervasini, che in vita fu tacciato di eresia e per tal motivo nemmeno beatificato, nonostante in quasi 70 anni il suo culto abbia solo continuato a crescere.
Se non bastano questi esempi si pensi a San Bernardino alle Ossa: cos’avrebbe di cattolico il creare opere d’arte ecclesiastiche con le ossa di poveri disgraziati morti di peste a metà del XVII secolo, priori e confratelli che dirigevano ospedali, condannati alla decapitazione, carcerati morti nelle prigioni dopo il 1622 (cioè quando il loro cimitero risultò insufficiente), membri di famiglie aristocratiche che erano sepolti in sepolcri vicini e canonici della vicina basilica di Santo Stefano? Nulla, eppure ecco che, mentre la chiesa di San Bernardino è quasi sempre vuota, l’Ossario è pieno di ex-voti, ceri accesi, immaginette e pergamene infilate nelle orbite dei teschi, per chiedere la grazia al dio cristiano (o a chi per lui). 
Nessuna istituzione può distruggere il Mondo Magico, nessuna legge venuta da lontano può far venir meno la fede delle persone: a Settimo Milanese, una chiesa della seconda metà del XV secolo (l’oratorio di San Giovanni Battista) è da tempo sconsacrata, ma visitabile perché interessante dal punto di vista artistico. Ed ecco che sull’altare, addobbato alla bell’e meglio con pizzi e fiori, c’è la prima parte dell’Antico Testamento edito da TV Sorrisi e Canzoni; sulle panche la gente ancora si inginocchia a pregare, nonostante l’assenza del crocifisso dietro l’ara, e le candele continuano a essere accese. Una venerazione sincera che va al di là dell’istituzione, almeno per il momento: non è forse questo un buon esempio riguardo al fatto che il Mondo Magico è ancora vivo?
In conclusione, sono convinto che non serve andare troppo lontano per trovare esempi di magia popolare: certo, le pratiche lucane sono indubbiamente più evidenti e affascinanti, ma non sono certamente un’esclusiva di quella zona. Anche noi abbiamo il nostro Mondo Magico, basta trovare i luoghi giusti per osservarlo o, ancora meglio, per entrarvi attivamente.

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