giovedì 28 luglio 2016

Padre Amorth tra eresia e terrorismo




Ringrazio Mirko Mitta, Elia Pescatori e Luca Tarenzi per avermelo ispirato. XD

Qualche tempo fa mi capitò di vedere per puro caso su Youtube una puntata di Vade Retro sulla magia nera (io nemmeno pensavo che esistesse un programma simile), con particolare attenzione al vudù; l’avevo definita “un coacervo di luoghi comuni, informazione faziosa, ignoranza e terrorismo mediatico che un decimo già bastava”: se vi interessa, potete gustarvela QUI.
Quel che però mi ha colpito più di tutto è stata la figura di padre Amorth, questo vecchio prete con la bava alla bocca che sparava castronerie a manetta, e sulle quali torneremo. Io di fatto lo conoscevo solo di nome, al che un amico mi ha passato un suo libro del 2010, Memorie di un Esorcista - La Mia Vita in Lotta Contro Satana, edito da Piemme, che invece potete trovare QUI. E così ho iniziato a leggerlo, trovandomi davanti a qualcosa che si è rivelato essere addirittura peggio di quanto mi aspettassi.
In questo libro, padre Amorth parla non solo di vari casi che ha risolto, ma esplica anche il suo pensiero in merito a Satana, ai demoni, alla magia, alle sette e persino alle gerarchie ecclesiastiche. Di seguito dunque le mie osservazioni in merito, che spero vi intratterranno anche solo per gli aneddoti che racconta.

Padre Amorth come eretico.
Il primo punto sul quale vorrei focalizzarmi è l’eresia di padre Amorth: non sto usando un termine improprio o esagerato, si tratta proprio di eresia nel vero senso del termine, ovvero di pensiero deviante rispetto a quello ufficiale, ovvero cattolico, il che per un prete è abbastanza grave.
La prima devianza del Nostro riguarda lo status di Satana, in quanto più volte nel libro egli lo definisce come “dio della morte”: “L’obiettivo finale [dell’operato di maghi e sette sataniche] è la morte, perché Dio è il dio della vita, mentre Satana è il dio della morte. Quanti suicidi sono ispirati dal diavolo! Anche suicidi di gruppo sono ispirati da Satana.”[1] E ancora: “Quindi il demonio ha la facoltà di uccidere, ma solo se - badate bene! - Dio gliene dà il permesso. Soprattutto non dobbiamo dimenticare che Dio è il Dio della vita, Satana è il sovrano della morte.”[2]
Ora, viene dato indubitabilmente uno status divino a Satana, che secondo me va al di là dell’escamotage letterario (la Chiesa preme sempre molto sul fatto che il Diavolo non è un dio, e che il suo potere è inferiore a quello di Cristo); persino il Catechismo della Chiesa Cattolica asserisce che “Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni - di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica - per ogni uomo e per la società, questa azione è permessa dalla divina provvidenza…”[3] Qui però ci ritroviamo davanti a possessioni demoniache che spingono direttamente le persone al suicidio, a sentire padre Amorth…
C’è poi la faccenda dei tre tipi di sensibilità mistica, in quanto per il Nostro non tutta la “magia” viene da Satana (sebbene si autocontraddica in alcuni filmati di Youtube, come ad esempio QUESTO). Dice infatti che “la particolare sensibilità di queste persone proviene o dalla natura, o da Dio o dal demonio. Se proviene dalla natura, il termine giusto è sensitivi; ad esempio un rabdomante che sente l’acqua. È una particolare sensibilità, che talvolta viene indicata come sesto senso, che può solo riguardare fatti naturali; perciò non può essere di nessun aiuto per capire se vi sono presenze o influenze malefiche. Se questa particolare sensibilità e percezione viene da Dio, allora si tratta di carismi, e non bisogna parlare di sensitivi, ma di carismatici. […] Se questa particolare sensibilità proviene dal demonio, anche, come spesso accade, all’insaputa della persona stessa, allora il termine che propongo di usare è occultisti, perché in un modo o nell’altro si tratta di operatori dell’occulto.”[4]
Ovviamente non si dilunga troppo sul primo caso, quello dei “sensitivi”, ovvero coloro che traggono il proprio potere dalla “natura”. Che cosa dovrebbe significare tutto ciò? Sembrerebbe quasi che esista una terza forza in campo, oltre a Dio e a Satana, in grado di conferire facoltà soprannaturali agli uomini. Perché appunto, questa facoltà non viene da Dio, creatore della natura, ma dalla natura stessa. Come mi venne fatto giustamente notare da un amico, questo vuol forse dire che la dea della wicca esiste?!
Infine, la parte più interessante è il pensiero del Nostro riguardo le anime dei morti. In molti punti del libro parla di esse, e afferma che “anch’io ho incontrato anime di dannati, non di semplici defunti, di dannati. Sempre però ho visto dietro di loro che c’era il demonio che li manovrava. Ossia sono schiavi di Satana. In balìa del demonio, mandati a infestare le persone. Il demonio si serviva di loro per dare disturbi alle persone, ma c’era lui che comandava. […] Sul problema delle presenze [infestazioni], in base alle mie povere esperienze, ho sempre accertato la presenza dello spirito maligno, sia nei pochi casi di possessione, sia nei molteplici casi di infestazione personale o locale. […] Il demonio si può anche travestire da anima dannata, come afferma il Rituale.”[5] Sennonché, parlando di un esorcismo nel quale stavano assieme demoni e anime dannate, dice che “con mia grande sorpresa si rivelarono presenti [nel posseduto] anche tre anime dannate: Michelle, donna che aveva lavorato al Moulin Rouge e che a trentanove anni era morta di droga. […] Poi era presente Beelzebul, un marocchino che aveva tagliato la testa a tre missionari nel 1872. […] La terza anima dannata era Jordan, uno scozzese che aveva ucciso la madre.” [6]
Sorvolando qui sulla stereotipicità di questi dannati (la drogata francese, il saraceno ammazzacristiani e lo scozzese dell’Amleto), padre Amorth crede che Satana possa usare le anime dei morti dell’Inferno per possedere i vivi, come se esse fossero di sua proprietà. E questo è un problema particolarmente interessante, perché già “gli scrittori medievali, nell’interpretare queste storie [della maga Circe e della strega di Endor], partivano tuttavia dal presupposto che non si possano richiamare in vita i morti: era in realtà un demone ad assumere l’aspetto del defunto, e a fingere di essere quella tale persona.”[7] E questo perché, ovviamente, le anime appartengono unicamente a Dio: lo stesso Catechismo ce lo conferma quando dice che “Cristo, dunque, è disceso nella profondità della morte affinché i ‘morti’ udissero ‘la voce del Figlio di Dio’ (Gv 5,25) e, ascoltandola, vivessero. Gesù, ‘l’Autore della vita’, ha ridotto ‘all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo’, liberando ‘così tutti quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita’ (Eb 2,14-15). Ormai Cristo risuscitato ha ‘potere sopra la morte e sopra gli inferi’ (Ap 1,18) e ‘nel nome di Gesù ogni ginocchio’ si piega ‘nei cieli, sulla terra e sotto terra’ (Fil 2,10).” [8] Tutto questo per dire, insomma, che l’ormai impotente Satana non può più controllare le anime, nemmeno quelle dannate, in quanto è stato sconfitto da Cristo: come più oltre, l’Inferno consiste nella lontananza da Dio, non nell’assoggettamento al Diavolo.
Non pago di ciò, padre Amorth dice comunque che le infestazioni dei luoghi, e dunque i fantasmi, in realtà non sono anime di defunti, ma demoni (tranne in un caso che esplica[9], la qual cosa dovrebbe già invalidare la sua teoria, ma fa nulla): [I fantasmi] sono pura invenzione, oppure trucchi del demonio che si manifesta sotto forma di cosiddetti spiriti, fantasmi. Esistono solo angeli, demonio e uomini.”[10] Il perché, appunto, il Diavolo possa usare le anime solo per possedere e non per infestare, cosa che invece gli tocca fare direttamente, resta un mistero.
In tutto questo inizio a capire perché il Nostro sia “padre Amorth” e non “cardinal Amorth”…

Padre Amorth come ignorante.
La cosa più fastidiosa del Nostro, almeno per me, è la sua crassa ignoranza nella materia di cui dovrebbe essere invece un luminare. In più punti dimostra di non sapere davvero nulla di ciò di cui parla, commettendo degli errori talmente grossolani che mi hanno lasciato tra il basito e l’imbarazzato.
Il mio preferito è questo: “Be’, c’è Satana, che è il numero uno, e Lucifero che è il numero due. Sono diversi per la potenza che hanno; molte volte non compaiono subito, ma Satana c’è sempre.”[11] Dunque non è vero, come da buona tradizione cristiana (e che praticamente tutti conoscono) che Lucifero era il nome del Diavolo prima della caduta: egli sarebbe invece il secondo in comando dell’Inferno, sottoposto di Satana, il Diavolo vero e proprio, che non è evidentemente lo stesso che si è ribellato ed è caduto dal Cielo. Chi è dunque Satana? Da dove è sbucato? È sempre stato all’Inferno? Queste domande restano per ora senza risposta, a meno che il buon padre Amorth non stia confondendo Lucifero con Shemyaza, ma se così fosse ciò implicherebbe che il Nostro ritiene vero l’apocrifo Libro di Enoch
Un altro bellissimo passo del libro-intervista si chiede al Nostro se gli è mai capitato di avere a che fare con demoni incubi o succubi, al che viene risposto: “Succubi di altri demoni sì. Sì, perbacco!”[12], per poi raccontare un aneddoto della vita di padre Pio dove Satana si mascherava da frate per prenderlo in giro, o da donna per tentarlo. Insomma, padre Amorth non sa che i malcubi sono una specifica tipologia di demoni che si insinua nei sogni degli uomini per sedurli; poi evidentemente gli viene in mente, e parla delle donne lussuriose che stanno con Satana all’Inferno, ma anche in televisione.
La più fastidiosa, e a mio avviso dannosa, è la sua conoscenza della “magia”: non solo egli si lancia in un’imbarazzante catalogo delle pratiche magiche[13] da far rivoltare nella tomba persino Frazer, ma dà il meglio di sé nel filmato di Vade Retro di cui sopra, quando afferma che «il vudù […] è una delle forme peggiori di maleficio magico nato in Africa […] Ecco che anche queste due forme di magia, la macumba e il vudù, sono state importate specie in America Latina: quindi macumba e vudù, in Brasile e in Argentina, sono molto diffusi. […] Che cos’è il vudù? È una magia che, attraverso Satana, perché lì c’è direttamente o indirettamente l’invocazione a Satana, si vuol fare del male agli altri. […] Sono malefici tremendi, che uno fa col gusto di far del male agli altri, e siccome adesso c’è di moda, venuto anche dal Giappone, ma soprattutto che si è sviluppato negli Stati Uniti, la lotta per depravare i bambini…», e si lascia andare al parlare di come i manga e i giochi di carte portino al satanismo, senza nessun nesso logico.
Che uno che si occupi per lavoro di magia nera conosca la macumba è lecito, ma essa è propriamente una forma di pratica di matrice africana diffusa soprattutto in Brasile, da cui poi sono derivate delle religioni vere e proprie (la kimbanda e l'umbanda); di contro il vudù non è una magia, né una forma di magia, ma una religione fatta e finita (e che nulla c’entra con l’America Latina, essendo diffuso principalmente ad Haiti, Santo Domingo e Louisiana)! Sarebbe quindi come dire che ci sono due modi per fare il lavaggio del cervello a una persona: una è ipnotizzarla usando un pendolo di cristallo, l’altra è usare il cristianesimo… E sì, fossi un houngan (cioè un sacerdote vudù) mi sentirei molto offeso dalle parole di padre Amorth, che spara a zero per pura ignoranza, al solo fine di far paura a chi lo ascolta e allontanare le persone da qualsiasi cosa sia diversa dalla Chiesa Cattolica.
E qui arriviamo proprio al punto focale di tutto.

Padre Amorth come seminatore di zizzania.
L’obiettivo del Nostro è fin troppo facilmente intuibile: fare paura, perché la gente non si allontani da un sano cammino spirituale di stampo meramente cattolico. A una delle persone da lui liberate dalla possessione fa infatti dire: “Quando si fa un patto con Satana a tradimento si viene a sapere dal demonio stesso che la vera religione è solo quella cristiana cattolica, fedele al Papa, ed è per questo che viene così avversata. Le altre religioni cristiane sono appena tollerate; mentre il buddismo e il maomettanismo sono religioni favorite, perché false religioni.”[14] E non pago di questo, racconta aneddoti su aneddoti (che va da sé, non hanno alcun altro riscontro se non le sue parole), ovviamente senza fare nomi di persone né di luoghi, ma che rasentano sempre l’assurdo, a volte anzi superandolo senza colpo ferire. Il motto però resta sempre lo stesso: allontanare chi è diverso, e ricondurre in seno alla Chiesa chi ha paura di questa diversità.
Padre Amorth, con la paura del satanismo e della magia nera, scardina anche il valore della famiglia di stampo cristiano e della carità verso il prossimo; dice infatti, senza remora alcuna: “Ci sono così tanti modi per fare malefici… I più comuni sono la tazzina di caffè, o il cioccolatino con dentro l’impasto… Dico sempre: state attenti da chi andate, se c’è una persona di cui non vi fidate, da cui vi aspettate qualche cosa di male, state attenti. Per esempio, uno va da una zia, che ha preparato una torta, e c’è un pezzo staccato: «Questo è proprio per te» dice, e magari c’è il maleficio dentro. Questo sembra un caso banale, ma è successo moltissime volte! Un pezzo di torta, un dolce preparato a parte, o qualcosa da bere. «Tu non bevi?» «No, non ho sete…» «Ma dai, tieni, assaggia questo…» e c’è il maleficio dentro. Malefici che in genere vengono fatti con sangue mestruale; perché c’è una relazione con la vita. Oppure uccidono animali, polli, gatti e cani soprattutto, e ne usano il sangue. Poi utilizzano terra presa dai cimiteri. E ne fanno miscugli che alla fine sono irriconoscibili, e li iniettano magari dentro un cioccolatino… «Prendi un cioccolatino.» «Una tazzina di caffè!» E ci mettono dentro alcune gocce di questa roba, e il maleficio attacca. A tante persone ho detto di non andare a mangiare dalla suocera, e non invitarla, e chiuderle la porta in faccia. Tagliare ogni rapporto. E alle volte è bene farlo anche con i genitori. Ma capita anche il contrario, cioè da parte dei genitori verso figli che si sono dati a Satana, e sono diventati negativi. Dico: «Cacciateli di casa, non date loro libero accesso! Non telefonate, e se chiamano buttate giù il telefono, se sentite la loro voce; non scrivete…»”[15] Insomma, se la vostra famiglia vi vuole morti e tenta di darvi da mangiare cioccolatini che sanno di sangue e terra (e voi non ve ne rendete conto), tagliate ogni rapporto con essa, e correte in seno a Santa Madre Chiesa, le cui braccia sono sempre aperte.
Non pago di ciò, padre Amorth si mette a raccontare del caso di una donna che stava male quando andava a letto, ma i medici non rilevavano alcuna malattia; intervenuto lui direttamente, ha fatto aprire tutti i cuscini, scoprendo che in uno di essi c’era un panno nero contornato da piume dello stesso colore, come una corona mortuaria: la suocera ha assicurato che i cuscini li aveva confezionati lei stessa, e quella cosa non c’era, e infatti dalle indagini è risultato che i colpevoli erano alcuni vicini, che avevano fatto il maleficio per invidia nei confronti di quella famiglia[16]. Dunque in questo caso abbiamo dei vicini invidiosi (non si sa per quale motivo) che, come in un processo per stregoneria del Seicento, lanciano un maleficio su una povera ragazza per farla morire, teletrasportando il feticcio nel suo cuscino; padre Amorth è esorcista dal 1986, nella diocesi di Roma, e io credo che nemmeno i miei nonni abbiano mai confezionato direttamente i loro cuscini, come invece pare fare la suocera di questa donna…
Ma oltre che dai parenti e dai vicini bisogna stare in guardia anche dai luoghi che si frequenta, perché possono portare al peccato e dunque alla possessione! “Per esempio, ci sono alcune discoteche - non tutte, non bisogna mai generalizzare - in cui l’itinerario è fisso. Un ragazzo o una ragazza va là, si incomincia con il fumo, e poi si passa alla droga, e poi il sesso, e poi la setta satanica. Infallibilmente. Alla fine viene la setta satanica. […] La principale caratteristica delle messe nere è che c’è il disprezzo, sempre, dell’Eucaristia. Poi nella vera messa nera c’è la donna nuda che fa da altare, e che dovrebbe essere vergine, e venire prima violentata da quello che fa da sacerdote e poi da tutti gli altri, dopodiché fra di loro succede di tutto. Ossia diventa un vero bordello. Per cui molti alla messa nera ci vanno per ‘il dopo’, per il bordello.”[17] E presupponendo che per “bordello” il Nostro intenda invece “orgia”, e tralasciando che la donna nuda come altare è un’invenzione di LaVey e delle sue messe nere psicodrammatiche, è interessante notare come la progressione del peccato sia fumo-droga-sesso-satanismo, e che dunque drogarsi sia meno peccaminoso che fare sesso…
Se non vi bastasse, sappiate comunque che le sette sataniche “qui in Italia sono molto numerose: si dice che siano più di ottocento, e forse anche di più; in genere però sono piuttosto piccole, come numero di membri: quindici, venti persone al massimo. Alle volte intorno alle dieci persone.”[18] Quindi possiamo stimare, secondo padre Amorth, che nella sola Italia ci siano un minimo di ottomila satanisti praticanti! Va da sé che non si danno riferimenti su queste statistiche, com’è logico…
Un’altra bellissima storia dell’orrore è quella che vede coinvolta un’altra famiglia, non si sa ovviamente né dove né quando. “La famiglia è composta dai genitori e da cinque figli, due maschi e tre femmine. In casa è stato fatto più volte un culto a Satana, dietro istigazione di un ragazzo che si era fidanzato con una delle figlie e faceva parte di una setta chiamata Gatto Nero. Questo ragazzo, favorito dalla dabbenaggine di quella famiglia, aveva fatto costruire in casa una piccola cappella a Satana, al quale aveva fatto fare a tutti una specie di consacrazione: si erano fatti dei taglietti sulle dita per ‘battezzare’ tutti col sangue; il giovane si era esibito anche in pratiche invereconde, come far bere a tutti la sua urina mescolata a sperma.”[19] Padre Amorth ovviamente interviene quando in casa iniziano a esserci palesi segni di infestazione (litigi, porte che sbattono, rubinetti che perdono), e alla fine scaccia le presenze maligne, facendo sostituire l’altare satanico con una cappelletta cristiana in giardino, in maniera molto conveniente. Quindi, se un tizio vi si presenta a casa e vi dice «Salve, sono il ragazzo di vostra figlia! Perché non ci consacriamo tutti a Satana e beviamo il mio sperma?», state attenti che forse potreste avere dei problemi, se accettate…

Una storia di ordinario satanismo
La più bella storia del libro resta comunque quella che vi riporto integralmente, e verbatim.
L’interessato è un giovane di vent’anni. Mi viene accompagnato dai genitori. Accusa laceranti dolori ai testicoli e in tutto il corpo; grida proprio come un ossesso. È uscito momentaneamente dall’ospedale, dove è ricoverato, per una preghiera di liberazione; i medici non sanno spiegarsi la causa di tanta sofferenza ed è stato il giovane stesso a chiedere il nostro intervento.
La sua storia mi viene raccontata a fatica, fra uno spasimo e l’altro, tenendosi il basso ventre.
«Circa tre anni fa mi sono ritrovato nell’occasione di fare riti satanici, invitato da amici della mia età. Io non ci credevo e ho partecipato per curiosità. I riti si svolgevano in un cimitero; eravamo in una decina, e uno era il capo. Stavamo tutti incappucciati per il rito sacrificale e la messa nera. I riti sacrificali venivano compiuti nel sotterraneo del cimitero, sulla lastra di una tomba scoperchiata. Li facevamo saltuariamente, a distanza di mesi. Il sacrificio degli animali consisteva nell’uccisione di un gatto, di un uccello, di un serpente, mescolati con ossa di morti, prelevate dall’ossario. Mangiavamo la carne dell’uccello passata sul fuoco, o del gatto, mescolata con il sangue del serpente e con ossa triturate. Io ho mangiato l’uccello e bevuto il sangue del serpente. Da notare che il serpente è il simbolo della setta. Poi, durante il rito, si consumava il rapporto sessuale con una ragazza vergine che avevamo adescato. Il rito durava in media circa tre ore. Il sacrificio viene offerto al dio Abu Katabu, che sentivamo presente, insieme al dio indiano Zei… L’ultimo rito lo abbiamo celebrato domenica scorsa. Sono andato da solo, senza che nessun amico mi venisse a prendere; sentivo che mi chiamavano; ma ho appreso che io sono una vittima designata e ho paura.»
Ho chiesto: «Come hai fatto a entrare nel sotterraneo del cimitero, ad aprire l’ossario e compiere riti, senza che i sorveglianti del cimitero se ne accorgessero?» Mi ha risposto che era stato lui a rubare la chiave; che conosceva bene quel posto, e che sapeva spostare la rete e rimetterla a posto nel corridoio del sotterraneo e poi rimetteva tutto a posto dopo il rito, che si compie nelle ore notturne.
Ho chiesto anche come facevano ad adescare le ragazze e a sverginarle. Mi ha detto che come pretesto più comune le invitano a pregare in chiesa o in un cimitero, sulla tomba di un conoscente. Ne portano una o due per volta; le fanno assistere al rito e poi si uniscono a loro; danno loro dei soldi come paga e impongono il silenzio. A dire del giovane le ragazze ci stanno e qualche volta ritornano; ma quei ragazzi vogliono sempre ragazze vergini per i riti; usano le altre solo sen non ne trovano di vergini.
Domando ancora come si chiama la setta, come ci si entra e se c’è qualche patto fra loro. Mi risponde che la setta è il “Serpente Nero”; il dio che adorano è Abu Katabu. Mi dice anche che una volta entrati è difficile evaderne. Due ragazzi erano usciti; allora gli altri li hanno maledetti nel corso di un rito. Dopo appena due giorni uno di quei ragazzi è morto in un incidente stradale col motorino; l’altro si è fracassato il cranio. Il capo della setta ha ventiquattro anni.
Volevo sapere come celebrano le messe nere. Mi ha risposto che usano ostie rubate. Lui stesso ne ha rubate nella sua chiesa, dove era conosciuto, dove aveva fatto il chierichetto, per cui sapeva dove erano le chiavi: prelevava direttamente le ostie dal tabernacolo. Negli ultimi tempi la cosa era diventata più difficile; allora faceva la fila per la comunione, poi si metteva la particola in tasca.
La messa nera viene celebrate da un ex frate, che per l’occasione si veste di rosso. Sputano sulle ostie e poi le bruciano. Usano anche ossa di morti, e poi mandano maledizioni sui loro nemici; lui ne ha inviate contro i suoi famigliari; a suo dire le maledizioni hanno sempre effetto.
Dopo questo dialogo preliminare procedo all’esorcismo. Ascoltando le litanie dei santi, il ragazzo si inalbera, recalcitra, urla e diventa pericoloso. Invoca Abu Katabu. Avverto delle presenze demoniache; getto acqua benedetta. Il giovane urla e invoca i suoi dèi: Abu Katabu, Zei e altri. Urla per il dolore ai testicoli; inveisce contro la nonna e la madre. Questa è presente e replica al figlio che la nonna e la zia lo hanno sempre amato. Lui risponde che voleva l’amore della madre e non della nonna e della zia, per cui ha maledetto tutti. Comprendo che c’è una forte componente psicologica nel giovane, che lo spinge a reagire a carenze d’affetto. In seguito alle maledizioni la nonna ha subìto un’operazione al seno per tumore, la madre è stata operata d’appendicite, il padre ha subìto una forte ustione da corrente elettrica, che poteva essere mortale. Il giovane attribuisce questi malanni alle sue maledizioni.
A un certo punto perde la vista; poi parla in lingue diverse, fa le corna contro di me. Vomita, e così comincia a liberarsi; si sente più leggero, piange, chiede aiuto, arriva a farsi il segno della croce. Uno dei miei aiutanti, amico del custode del cimitero, fa un sopralluogo e scatta alcune foto. I particolari narrati dal giovane corrispondono a verità.
Arriviamo a un secondo esorcismo. Urla laceranti e dolori fortissimi al basso ventre; il ragazzo invoca i suoi dèi e, durante l’esorcismo, si sente avvolto da fiamme che lo bruciano. Grida a squarciagola chiedendo che gli versino acqua sul petto e sulle spalle. Ma l’acqua benedetta gli aumenta il dolore. Poi incomincia a vuotare il sacco: è pieno di rimorsi. Osservo ancora una forte componente psicologica nel suo tormento. Dice che il calcio al basso ventre gliel’ha dato la sua ragazza durante la violenza sessuale. Ora essa si trova ricoverata in ospedale, dopo il rito satanico, in stato di coma.
Di nuovo il giovane vomita; alimento il vomito facendogli bere acqua benedetta. Si cala, riprende coscienza, chiede di essere salvato. Vuole vedere il padre, la madre, la nonna, il fratello. La scena è commovente; chiede perdono a tutti, abbracciandoli in lacrime. Abbraccia anche me, invoca il nome del Signore, prega con noi.
Permane in lui la paura di venire ucciso; si crede una vittima designata e ha bisogno di cure e protezioni davvero particolari.[20]
Un saggio commento a tutto ciò è QUESTO.
Ma or dunque, lascio a voi lettori il commento di quanto narrato sinora, ma alcuni interessanti punti su questa vicenda mi sento in dovere di esplicarli.
1)      Chi di noi non si è mai ritrovato nell’occasione di fare riti satanici?
2)      Si adora il dio Abu Katabu, che nessuno ha mai sentito, e l’indiano Zei, sconosciuto all’induismo.
3)      Il ragazzo sa dove sono le chiavi della chiesa e del cimitero, e persino dell’ossario!
4)      Lui si occupa di mettere a posto dopo il rito, ma una volta sul posto trovano le prove dei riti.
5)      «Ciao, come ti chiami? Sei vergine? Ti va di venire con me a pregare alle 2 di notte al cimitero?»
6)      «Prendete ‘sti soldi e mute, o vi ammazziamo!» «Ma noi vogliamo scopare ancora!»
7)      La setta Serpente Nero dev’essere gemellata con quella del Gatto Nero citata sopra.
8)      Come da buona tradizione, il celebrante è un ex frate (forse di 24 anni, non s’è capito).
9)      Il ragazzo ha stuprato la sua ragazza riducendola al coma durante la colluttazione.
10)  Padre Amorth rileva che forse c’è un fattore psicologico di mezzo.
Mi fermo ovviamente qui, potrei continuare all’infinito.

Conclusione
Il mio pensiero riguardo tutta questa faccenda si pone a metà strada fra due tendenze, quella che vorrebbe il Nostro come un cialtrone, e l’altra che lo vorrebbe come l’equivalente di un reduce del Vietnam, che ormai vede nemici ovunque. Secondo me la faccenda è un tantino più complessa, e parte dal suo pensiero per così dire eretico.
Padre Amorth ha chiaramente visto qualcosa di vero, in una Chiesa dove (lo sappiamo, e lo dice lui stesso) nessuno crede più al soprannaturale, Dio incluso: del resto, se vai attivamente alla ricerca dell’occulto, o curi persone che dicono di essere affatturate o possedute, in qualcosa di reale ci incappi per forza. Anche qualcosa di piccolo, certo, ma ci incappi.
Padre Amorth però non ha gli strumenti per interpretare ciò che hai visto. Ne è un bell’esempio quanto dice riguardo uno dei suoi più grandi crucci, ovvero le anime dei dannati che possiedono i vivi, e che non si spiegano da un punto di vista teologico: “Molti sono gli interrogativi che restano aperti in questo campo. I teologi contattati mi hanno già detto che le definizioni autorevoli sono troppo scarse, e sono troppo pochi gli studi su questa materia; scarsi anche gli approfondimenti biblici, rari gli studi patristici, minimi i contributi teologici.”[21] Oppure si è ritrovato a fronteggiare spiriti che non rientravano in quelli del canone biblico, e tutto questo ha portato a una conclusione inevitabile: non sapendo come spiegarsi quanto ha visto, ha iniziato a speculare di sua sponte, ma cercando sempre di restare nell’ambito della dottrina cattolica, non riuscendoci però granché bene. E infatti: “Il problema per noi esorcisti è sorto da quando abbiamo cercato di mettere insieme le nostre esperienze circa la possibilità di incontrare in alcune persone che esorcizziamo anime di defunti (dannati? Non sempre) al posto di demoni o agli ordini di demoni. I pareri sono stati discordanti, secondo le esperienze dei singoli esorcisti…”[22]
Questa è, a mio avviso, la necessaria derivazione dell’ignoranza che i Cristiani hanno sempre voluto avere in qualunque ambito pertinente il soprannaturale (badate bene, voluto avere): sin dagli albori hanno sempre preferito non sapere nulla a riguardo, ammassando ogni manifestazione spirituale nell’indistinto ambito del demoniaco, e cassando completamente tutte quelle tradizioni che avrebbero invece potuto spiegarle; per tale ragione gli esorcisti dell’epoca, ma anche di oggi, si trovano davanti a fatti che vanno in netto contrasto con la loro dottrina, e che dunque non sanno spiegarsi.
Tutto questo genera una grande paura dell’ignoto, e fa scricchiolare le proprie credenze, in un modo in cui un normale sacerdote non avrà mai a che fare: in un celebre filmato d’esorcismo del Nostro (che potete trovare con facilità su Yotube), quando l’officiante intima al demone di abbandonare il corpo in quanto Cristo lo ha sconfitto per sempre, questi risponde a tono sul fatto che però, in effetti, lui è ancora lì.
Da un lato, dunque, padre Amorth è vittima di questo processo; dall’altro, invece, è carnefice, in quanto ritiene chiaramente che il modo migliore per salvare le persone dalle possessioni diaboliche sia spaventarle a morte, affinché non abbandonino mai il seno di Madre Chiesa. Da questo derivano gli assurdi racconti di cui sopra, palesemente inventati, le leggende urbane sulle discoteche sataniste, le accuse alle altre confessioni religiose, la raccomandazione di allontanarsi da chi pratica la magia, eccetera. Il 24 novembre 2011, intervistato su Il Fatto Quotidiano, si è persino spinto agli estremi, dichiarando: Harry Potter porta alla magia e, quindi, porta al male. Anche in Harry Potter il demonio ha agito in maniera nascosta e furba, sotto forma di poteri straordinari, magie, maledizioni [...] Pratiche orientali apparentemente innocue come lo yoga sono subdole e pericolose. Pensi di farle per scopi distensivi ma portano all’induismo. Tutte le religioni orientali sono basate sulla falsa credenza della reincarnazione.”
Ed è proprio per questo che, parafrasando ciò che disse tempo fa un amico, Satana con lui ha già vinto: una persona che con l’intento di aiutare l’umanità non fa altro che terrorizzarla e spingerla all’odio verso il diverso, perché in fondo questa persona stessa è terrorizzata e odia ciò che non comprende, sta palesemente facendo vincere la forza contro cui dice di stare combattendo.


[1] Marco Tosatti - Gabriele Amorth, Memorie di un esorcista. La mia vita in lotta contro Satana, Piemme, Cles 2010, p. 119.
[2] Ibid., p. 194.
[3] Catechismo della Chiesa Cattolica 395.
[4] Memorie di un esorcista, pp. 141-142.
[5] Ibid., pp. 143-144.
[6] Ibid., p. 29.
[7] R. Kieckhefer, La magia nel Medioevo, Laterza, Bari 2004, p. 198.
[8] Catechismo della Chiesa Cattolica 635.
[9] Memorie di un esorcista, p. 144.
[10] Ibid., p. 206.
[11] Ibid., p. 193.
[12] Ibid., p. 206.
[13] Ibid., pp. 99-100.
[14] Ibid., p. 85.
[15] Ibid., pp. 168-169.
[16] Ibid., pp. 101-103.
[17] Ibid., p. 114.
[18] Ibid., p. 82.
[19] Ibid., p. 82.
[20] Ibid., pp. 86-89.
[21] Ibid., pp. 151-152.
[22] Ibid., p. 152.

Nessun commento:

Posta un commento