lunedì 12 febbraio 2018

Il culto di sant'Espedito






All’interno dei culti afroamericani un posto importante è detenuto da sant’Espedito: è presente sia nel vudu di Hispaniola che in quello di New Orleans, ma anche nell’umbanda brasiliana; tuttavia, la sua devozione trascende la semplice identificazione con antichi dèi (il suo culto è infatti molto diffuso anche in Italia), ma è sempre corredato da pratiche devozionali proprie, spesso di tipo magico
Rappresentato in genere come un giovane uomo vestito da centurione romano, reca nella mano sinistra la palma del martirio, nella destra una croce con la scritta hodie (“oggi” in latino) e sotto i calzari schiaccia un corvo, il quale spesso tiene nel becco una pergamena con la scritta cras (“domani”): questo perché, secondo la tradizione, Satana in forma di corvo gli intimava di rimandare la sua conversione col verso “Cras! Cras!”, ovvero “Domani! Domani!”, ma il santo lo vinse attuando immediatamente la sua adesione al cristianesimo. Da questa storia è derivata non solo l’iconografia, ma anche la potestà di sant’Espedito come operatore di miracoli immediati (aiutata anche dal nome, che significa sia “armato alla leggera” che “veloce”), tanto da guadagnarsi appellativi come “il Santo dell’Undicesima Ora” o “il Santo dell’Ultimo Minuto”.

LE ORIGINI DEL CULTO

La statua di sant'Espedito nella chiesa di San Nicolao a Milano.

Dal Martiriologio Geronimiamo della prima metà del V secolo apprendiamo unicamente che l’armeno Espedito venne martirizzato a Melitene (oggi Malatya in Turchia) assieme a Ermogene, Gaio, Aristonico, Rufo e Galate, e che la ricorrenza cadeva il 19 aprile. Il suo culto si ritiene erroneamente essere divenuto celebre a partire dalla Sicilia o dalla Germania del XVIII secolo, quando in realtà ne abbiamo attestazioni già nella Exorbepeys del XVI e nella Torino del XIV secolo, dove dava il nome a una contrada in quanto patrono dei commercianti (sebbene questa attestazione non incontri il consenso unanime degli studiosi). Tuttavia, la mancanza di storie su di lui ha fatto in modo che la devozione popolare prendesse a elaborarne moltissime, tanto da circondare la figura del santo di svariate leggende. Per quanto non si abbia alcuna nozione del periodo storico nel quale sia vissuto, alcune storie lo vorrebbero ad esempio martire nel 303 sotto Diocleziano, nonché comandante della Legione Fulminante e operatore del miracolo della pioggia durante le campagne in Germania di Marco Aurelio (vissuto in realtà più di un secolo prima); altri racconti ancora lo collegherebbero al martirio di santa Filomena, e lo assocerebbero a san Maurizio e alla Legione Tebea.
Sul finire del XIX secolo la Chiesa tentò più volte di correggere queste dicerie, soprattutto in vista delle lamentele di alcuni vescovi che avevano notato come i fedeli offrissero preghiere e atti devozionali al santo unicamente in vista della sua efficacia nell’esaudire le richieste: tutto ciò era, nella sostanza, più simile a una pratica pagana o superstiziosa che a una sincera devozione cristiana. Tuttavia, per quanto venne diffusa la notizia che la Santa Sede avesse proibito il culto di sant’Espedito, non ci fu mai alcun provvedimento del genere, e anzi ancora oggi esso è fiorente soprattutto in Italia, in Francia e nei Paesi sudamericani; cionondimeno, al termine del Concilio Vaticano II, Paolo VI inserì il santo nel novero di quelli la cui attendibilità storica era più dubbia (anche in vista del fatto che, a dispetto delle leggende, non se ne conservano reliquie ufficiali), dunque rendendo opzionale la celebrazione della sua festa nel calendario liturgico.
La leggenda della nascita del culto, tuttavia, è abbastanza simile in tutto il mondo, per quanto presenti numerose varianti locali: la più vecchia dovrebbe essere quella ambientata a Parigi attorno al 1781, allorquando venne inviata a una comunità di suore una cassa contenente le reliquie di un martire dalle catacombe di Denfert-Rochereau; non vi era indicazione alcuna riguardo l’identità delle ossa, ma sulla cassa compariva la scritta expedité (posta celere), che venne interpretata come il nome del santo. La stessa cosa si racconta anche a New Orleans, ad Haiti, a Sao Paulo in Brasile e sull’Isola della Riunione nell’Oceano Indiano, dove sant’Espedito è venerato da pagani, cristiani, buddhisti e hindu indifferentemente. Un caso piuttosto particolare è quello della comunità italiana di Independence, in Louisiana, dove all’inizio del XX secolo venne edificata una cappella in onore del santo: qui la gente del posto non si limita alle normali offerte e pratiche cultuali, ma in determinate occasioni indice in suo onore grandi feste con danze e banchetti, parte dei quali viene offerto direttamente al santo (soprattutto gli hot dog con salse speciali).

IL SANTO NEI CULTI AFROAMERICANI

Sant'Espedito identificato con gli dèi Baron Samedi e Logun Edè.

Già attestato a metà del XX secolo, sant’Espedito venne identificato ad Haiti, come visto, con alcuni Ghede, in particolare Baron La Croix, Baron Samedi e Ghede Limbo, presumibilmente in vista della presenza del corvo (come forse anche sant’Elia, che viene identificato con Baron Cimetiere). Non a caso, un particolare tipo di incantesimo che usa i defunti per far del male a qualcuno è detto sia envoi morts che expeditions, ovvero “invio” (dei morti), e il santo viene esplicitamente invocato in esso; colui che attua l’operazione deve convincere l’entità a concedergli l’utilizzo delle anime dei defunti, blandendola con offerte di cibo (ad esempio banane) e spiegandole perché ciò che sta facendo è per una giusta causa. Nel caso in cui qualcuno si accorga di essere soggetto alla maledizione, può a sua volta rivolgersi al santo per ottenere la liberazione dalla stessa: a quel punto viene piantato un banano e l’incenstesimo passa a una gallina appositamente predisposta (e se la pianta vive, significa che l’operazione è riuscita).
A New Orleans il culto di sant’Espedito è storicamente legato alla chiesa della Madonna di Guadalupe, costruita nel 1826 come cappella mortuaria nei pressi del cimitero di St. Louis, all’epoca di un’epidemia di febbre gialla, e che è tutt’oggi l’edificio di culto più antico della città; in essa, la sua statua è (involontariamente) contrapposta all’altare di san Giuda Taddeo, come se esistesse una differenziazione di devoti, da un lato buoni cristiani e dall’altro più pagani. Una delle leggende locali vorrebbe, come da tradizione, che le Orsoline del posto abbiano chiesto alla madrepatria una statua della Madonna, ricevendo però due casse: in una c’era quanto richiesto, e nell’altra la statua di un santo in abito da centurione con la scritta expedité; dopo aver inviato in Francia una lettera dove si chiedeva di che santo si trattasse, ma non avendo mai ricevuto risposta a causa della guerra, si decise di chiamarlo “Espedito”. In vista anche di questo, alcuni religiosi del posto ritengono che la vera festa del santo in questione dovrebbe essere il Martedì Grasso o il 1 aprile (il Pesce d’Aprile) piuttosto che il 19.
Proprio in relazione al Martedì Grasso, esiste una tradizione popolare che vorrebbe che sia proprio questo santo ad “aprire” il Carnevale, sorgendo all’ingresso del cimitero e facendo un rituale alle 4 di notte in Congo Square per sancire e propiziare la festa. La prima processione è quella della North Side Skull and Bones Gang, nella quale persone vestite da scheletro vanno per le strade ricordando alla gente l’imminenza della morte; i genitori li fanno entrare nelle case per svegliare i bambini, ai quali dicono di essere sempre obbedienti, andare a scuola e non mettersi nei guai, o moriranno (sant’Espedito è infatti colui mette fine alla procrastinazione, e in un certo senso invita a vivere il momento). Processioni simili avvengono anche nel giorno di san Giuseppe e in quello dei Morti, e ciò si deve soprattutto al fatto che il vudu di New Orleans ha accolto l’identificazione del santo con Baron Samedi, figura altrimenti assente dalle tradizioni della Louisiana.
Infine, anche il candomblé e l’umbanda hanno identificato sant’Espedito con un orisha, nella fattispecie Logun Edé, che secondo la tradizione africana sarebbe il signore dei laghi, figlio di Oshosi e di Oshun (o, secondo altri miti meno diffusi, di Ogun e di Yansá): per tale motivo egli è sia cacciatore che pescatore, e vive sei mesi nelle foreste col padre e sei mesi nelle acque con la madre; secondo alcune storie sarebbe il principe degli dèi e intimo amico di Yewà. Rappresentato come un bambino o un giovane uomo, non essendo ancora maturo ha tratti delicati e la sua sessualità appare indefinita, dunque è anche diventato uno dei patroni degli omosessuali (si dice si sia anche travestito da donna per corteggiare la sua amata a insaputa del padre). Nell’umbanda rappresenta la mancanza di responsabilità e costanza, ma il suo axé viene invocato appunto per risolvere situazioni problematiche in breve tempo.

LE PRATICHE DEVOZIONALI

Un esempio del classico altare di sant'Espedito.

Oltre a statue e dipinti nelle chiese, cui si accendono candele, sant’Espedito gode in Louisiana di un culto privato molto fiorente, che prevede la costruzione di veri e propri altari domestici in suo onore (cosa che invece è assai rara da trovare nei luoghi di culto pubblici). Essi sono di base molto semplici, e prevedono una raffigurazione del santo (a volte una statua, che se cava viene riempita con erbe particolari, ma più spesso semplici immaginette), una candela (in genere bianca o rossa) e un bicchiere d’acqua (meglio se piovana e raccolta durante un temporale, in relazione alla Legione Fulminante); a questi si aggiunge una campanella d’argento, che viene suonata tre volte per “svegliare” il santo, per quanto picchiare il bordo del bicchiere o bussare all’altare sia considerato ugualmente efficace. Con la diffusione della magia delle candele, che prevede una particolare simbologia dei colori, anche a sant’Espedito vengono accesi ceri di colore diverso in base alla richieste, spesso unti con un olio particolare a base di rosa, garofano e cannella.
Quando si fa una richiesta, l’immagine del santo viene capovolta in attesa che essa abbia risoluzione e, se ciò avviene, gli si offrono alcune bevande (in genere acqua, latte, vino rosso o rum bianco) e cibi (quello tradizionale è una fetta di pound cake, un dolce a base di burro e zucchero tipico della Louisiana, ma vengono offerte anche le verdure verdi con spezie cajun e creole); di base, comunque a sant’Espedito sono graditi gli atti di carità e beneficienza, ma anche che la sua fama venga incrementata: per questo il devoto ha, dopo aver ricevuto la grazia, il dovere di parlare del suo benefattore ad altre persone, far scrivere articoli di giornale su di lui, mostrare sue immagini o fare dichiarazioni pubbliche sul web. La tradizione vuole che il santo si riprenda ciò che ha concesso qualora non venga ricompensato.
Oltre a questo, l’hudu prevede svariate pratiche magiche correlate a sant’Espedito. Ad esempio, esistono dei dollari fittizi con la sua effige che vengono stampati per essere tenuti nel portafogli in segno di buon augurio, o unti con l’olio di cui sopra per attirare denaro. Altra usanza è quella della bottiglia di sant’Espedito, che viene colorata di rosso e adornata con croci e immagini (il santo, la Madonna di Guadalupe, il simbolo planetario di Mercurio), avendo un mazzo di penne di corvo sulla cima; all’interno vengono messi alcuni oggetti (pirite, sabbia magnetica, cannella, pietre rosse, basilico e altre erbe) assieme a una pergamea con la richiesta, e il tutto viene poi coperto con rum bianco in attesa che avvenga la grazia. E ancora, si possono confezionare dei talismani riempiendo dei proiettili con noce moscata, bacche di pimento, terra di formicaio e spezie piccanti, assieme a ingredienti particolari a seconda della richiesta (petali di rosa per l’amore, pirite per i soldi, cenere di atti di tribunale per le questioni legali).
Pratiche più particolari, e che vedono l’associazione di sant’Espedito con Baron Samedi, sono in genere gli incantesimi di morte attuati nei cimiteri: il praticante “consacra” uno specifico camposanto cercando la tomba più vecchia con una croce, chiede al defunto lì sepolto di poter operare e traccia il simbolo del santo con polvere di mattone e cenere di palma, dopodiché vi pone le offerte (secondo la tradizione vudu) e accende una candela rossa per il santo, una nera per il dio e una bianca per la Trinità. In genere gli incantesimi fatti in questo modo servono ad allontanare le persone, ma ne esistono anche per causare la morte.
Ovviamente solo alcuni di coloro che si rivolgono a sant’Espedito sono praticanti di magia, in quanto la maggioranza dei fedeli è composta da semplici devoti. A questo proposito, una delle pratiche più comuni è quella della “novena delle nove ore” o “novena volante” praticata soprattutto dagli studenti che chiedono aiuto per gli esami: si tratta in sostanza di una novena che anziché essere recitata una volta al giorno, viene fatta una volta all’ora, in accordo con la velocità tipica del santo, composta dall’atto di contrizione, la preghiera specifica (che varia ogni ora), tre Padre Nostro, un Memorare e un’Ave Maria. Altra forma di preghiera è il triduo, durante il quale si recita una preghiera al santo (sempre diversa) corredata da un Padre Nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre, per tre giorni consecutivi bruciando una candela bianca e offrendo fiori rossi. Infine, esiste anche la novena vera e propria, di durata normale, durante la quale la preghiera varia sempre ma il devoto inserisce la sua specifica richiesta, concludendo con un Padre Nostro, tre Ave Maria e un Gloria al Padre. Va comunque specificato che, oltre a queste, esistono numerosissime preghiere per sant’Espedito, frutto della devozione popolare.

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