lunedì 20 marzo 2017

L'Angelo Decaduto 1: Dimitri, Crepuscolo e il satanismo in Italia






Ricordo che, a 17 anni, ero entrato in una comunità ludica virtuale di stampo fantasy, nella quale i webmaster, di chiare tendenze clericali e difettando nel distinguere la finzione dalla realtà, avevano messo come “mezzo” per guadagnare punti lo smascherare siti satanisti e denunciarli alle autorità. E ricordo che anche io avevo provato a navigare un po’ alla ricerca di qualcosa da portare all’attenzione di costoro, e mi ero imbattuto quasi subito nel Tempio di Satana, un “centro di studi occulti satanici”.
Affascinato dal fatto che dei satanisti avessero un sito pubblico e si ritrovassero a parlare in chat come se nulla fosse (ben lontani dalla malefica segretezza che veniva proposta dai media o dagli stessi webmaster di cui sopra), ho iniziato a leggere i loro articoli e a chiedere qualche informazione, per quanto la loro riservatezza nel parlare con un estraneo sia stata palese sin subito. In ogni caso, il Tempio di Satana possedeva una biblioteca online piuttosto notevole (almeno per l’epoca, era il 2003), con testi tradotti, poesie, grimori e persino un “manuale di satanismo”, il Compendium Daemonii, scritto da alcuni utenti. Mi sono immerso nella lettura di quest’ultimo, scoprendo così il pensiero di LaVey[1] e comprendendo che, di fatto, non mi trovavo davanti a una mera devianza del cristianesimo, ma a una religione vera e propria che (condivisibile o meno) aveva delle cose da dire e un pensiero filosofico complesso.
Andato dai miei webmaster, ho provato a spiegare loro la differenza tra il satanismo cosiddetto “acido”, quello legato agli ambienti della criminalità e della gioventù deviante, con le correnti razionalista e occultista, di fatto per nulla illegali né attivamente lesive della società. Va da sé che mi venne risposto che simili distinzioni non esistevano, che il satanismo era l’adorazione del Demonio e null’altro, e che “noi non facciamo distinzione tra satanisti acidi e basici”. Da lì, come facilmente comprensibile, nacquero una serie di attriti a tematica religiosa sfociati poi nel mio abbandono della web community.
Da allora in poi non mi sono più attivamente interessato al satanismo, o meglio, non alle comunità italiane: i miei interessi erano e sono ancora legati per lo più al neopaganesimo. Pur non condividendola, conservavo un buon ricordo di questa religione, e non mi è mancato il riprendere in mano saltuariamente il Compendium, o il rallegrarmi quando ho scoperto che La Bibbia Satanica di LaVey era finalmente stata tradotta in italiano e disponibile in PDF. Ho parlato di lui e di Aquino (il fondatore del satanismo occultista) sia nel corso di Storia delle Religioni che in quello di Storia della Magia tenuti all’Unitre di Saronno (le dispense le trovate QUI), senza in realtà chiedermi se la situazione in Italia fosse mutata, e come[2].
Qualche giorno fa un amico mi ha passato un articolo dove si parlava dei recenti arresti effettuati a Torino nei confronti di alcuni sedicenti maghi: la rivista online in questione andava dunque a intervistare la fondatrice dell’Unione Satanisti Italiani, chiedendo spiegazioni su cosa fosse realmente il satanismo e se c’entrasse qualcosa con la vicenda. Ho dunque colto l’occasione per fare una panoramica della situazione attuale, coadiuvato dal sito del Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR), che vi linko QUI e sul quale potete trovare i riferimenti che non esplico in questo articolo.

Marco Dimitri e il satanismo positivista.
Nel 2003 l’ormai ultracinquantenne Marco Dimitri aveva già smesso di far parlare di sé, e tuttavia i suoi articoli si trovavano ancora online. Fondatore del gruppo satanista più famoso d’Italia (almeno prima dell’USI), vale a dire i Bambini di Satana (BDS), aveva iniziato la sua attività nel 1982, riuscendo a raggiungere circa 200 tesserati nel 1994, traguardo a mio avviso ragguardevole vista l’epoca; processato sia quell’anno che nel 1996 con le accuse più classiche e disparate (violenza su minori, sacrifici di bambini e via dicendo), è stato sempre assolto e risarcito per ingiusta detenzione. I BDS avevano alcune caratteristiche molto peculiari, vale a dire una ritualistica accentuata e molto scenica (come l’uso del sangue del fondatore), possibilità di celebrare matrimoni omosessuali e incestuosi, cerimonie di sbattezzo, esaltazione di tutta la materialità (dal denaro al sesso ai sentimenti considerati “negativi” dalla società); Dimitri stesso, in maniera piuttosto delirante, si era imposto come “riferimento mondiale del culto demoniaco” [3], facendo suo l’appellativo crowleyano di “Grande Bestia 666”. Non c’è dubbio che il satanismo dei BDS non fosse uno di quelli americani, ma un pensiero originale di stampo occultista e magicamente attivo, influenzato appunto dalla mistica di Crowley e dal neopaganesimo: non a caso Dimitri sembrava disprezzare fortemente LaVey, per quanto mi ritrovi d’accordo con Introvigne quando dice che all’epoca “la sua idea di Satana […] è forse meno lontana dalla filosofia della Bibbia di Satana di quanto a prima vista possa sembrare” [4].
Comunque, contrariamente a quanto mi sarei aspettato, ho scoperto che i BDS sono ancora attivi, o meglio, è ancora attivo Dimitri, ma in una veste del tutto nuova: a quanto sembra, dopo le varie vicissitudini sopra descritte, il Nostro sarebbe approdato a un’attiva militanza atea impostata sul progresso della scienza. Il nome Bambini di Satana viene ancora mantenuto ma, come dice lui stesso, “Satana è sempre stato un termine di opposizione […] L’opposizione è un dato di fatto è un dato storico e non rappresenta in alcun modo un modo soggettivo di vedere il mondo. Quindi è l’opposizione all’oscurantismo sia religioso che onirico che pseudoscientifico ad essere ‘satana’. Si può tranquillamente confermare che, da sempre, l’avversario logico ai deliri religiosi (comprese le pseudoscienze) sia la scienza stessa ed è sempre stata la scienza ad essere messa sui roghi.” [5] Dunque, Dimitri oggi sarebbe un satanista in quanto avversario della religione e dell’esoterismo per la supremazia della razionalità e del metodo scientifico.
Egli rinnega, com’è logico, anche tutta la sua passata opera di mago in quanto “sperimentazione giovanile”, e perché “una figura spirituale rappresentante Satana o chi per esso non esiste. Non esiste nulla di spirituale, non esistono gli spiriti, non esiste nulla al di la della materia e mai nessuno ha dimostrato possa esistere.” [6] E tuttavia la cosa non si ferma qui, perché il Nostro non si limita a dire che questo è il suo pensiero, ma quello dello stesso LaVey (ora evidentemente più apprezzato): in un suo articolo sembra non comprendere come sia possibile che persone a suo avviso razionali come il Papa Nero e il suo attuale successore Gilmore possano credere nella magia, e cerca di dare una spiegazione in merito. Dice dunque che, quando si effettua una cerimonia satanista, “gli effetti a cascata sul reale che questi rituali possono scatenare sono molteplici: si potrebbe immaginare una persona che, liberata dagli orpelli dogmatici di una religione monoteista, si tuffi nella conoscenza scientifica e trovi una cura al cancro; oppure altri che, liberando la propria sessualità animale repressa, guariscano da malattie psicosomatiche o di stampo nevrotico. Non siamo qui nel campo dei miracoli ma di circostanze perfettamente spiegabili. La magia del Satanismo Razionalista è un’apertura del possibile, un’elevazione del sé, un’autocelebrazione delle proprie potenzialità. Non avrai una macchina nuova tracciando un cerchio nel pavimento ed evocando spiriti, la potrai avere se evochi in te stesso una forte motivazione e una determinazione atta a raggiungere l’obiettivo (ad esempio quella di lavorare per guadagnare).” [7]
Questo però è vero solo in parte: lo stesso LaVey, riprendendo il solito Crowley, definisce la magia come “il cambiamento di situazioni o eventi tramite la propria volontà, che altrimenti sarebbero immutabili con l’uso dei metodi normalmente accettati”, la qual cosa esclude una guarigione mentale (che a logica si può ottenere tramite sedute psicoterapeutiche), o un’illuminazione scientifica (che si può ottenere con la ricerca e la sperimentazione), o il comprare una macchina (guadagnando soldi lavorando). LaVey stesso, nel 1969, sembra rispondere a Dimitri subito dopo, dicendo che “qualcuno dirà che queste istruzioni e procedimenti altro non sono che psicologia applicata o fatti scientifici rinominati col termine ‘magia’ […] È per questa ragione che non è stato fatto alcun tentativo per limitare le spiegazioni esposte a una nomenclatura nell’insieme. La magia non è mai stata completamente spiegata dalla scienza, ma la scienza è sempre stata, in un modo o in un altro, considerata magica” [8].
Insomma, il fondatore del satanismo non crede in Dio, ma sa perfettamente quanto reale può essere la magia che, indipendentemente dalle forze divine o spirituali “esterne”, può anche solo dipendere dalla volontà umana, divina in senso lato: l’esoterismo di LaVey, a metà strada tra magia cerimoniale e psicodramma, risulta quindi nettamente diversa (e più mistica e possibilista nei confronti del potere “invisibile” dell’uomo) dei riti teatrali di Dimitri improntati a un mero soddisfacimento materialista. In questo il Nostro mi ricorda l’associazione americana del Tempio di Satana (che nulla c’entra col vecchio sito summenzionato), la quale dice di rifarsi al pensiero laveyano ma ne rigetta tutto l’apparato magico, facendomi chiedere a che serva allora costruire un tempio con un baphomet gigante, se non a farsi pubblicità[9].
Come che sia, Dimitri oggi è un membro del partito Democrazia Atea e gestisce un blog in cui si occupa per lo più di argomenti di suo personale interesse, con fortissimi accenti anticlericali, inneggiando al progresso della scienza come all’unica cosa che può salvare l’essere umano, creando quindi quello che mi sento di definire “satanismo positivista”. Ammesso e non concesso che sia lecito definirlo satanismo, perché di certo non rientra nella categoria delle religioni.

Jennifer Crepuscolo e il satanismo malfidato.
Confesso che ho conosciuto l’Unione Satanisti Italiani (USI) e la sua fondatrice Jennifer Crepuscolo molto di recente rispetto alla sua reale nascita, nel 2010: è stato infatti solo nel 2015 che i suoi filmati sono stati portati alla mia attenzione e, lo ammetto, hanno suscitato l’ilarità mia e dei miei amici, per vari motivi che andrò a elencare. Di base basti sapere che questa associazione, puramente virtuale, conta 750 iscritti al blog e 400 al canale YouTube, con svariate migliaia di like e visualizzazioni: le cifre sono relative, considerato che si tratta di internet, però non è ignorabile che l’USI si configuri così, allo stato attuale, come il maggioritario gruppo satanista italiano. Pur non essendo realmente un gruppo satanista, e vediamo perché.
Anzitutto, una cosa che forse oggi viene fatta passare in secondo piano, ma che a me all’epoca colpì molto, è il fatto che l’USI propugna l’idea, dichiaratamente mutuata dalle teorie di Zacharia Sitchin, che Dio, Satana e in generale gli dèi delle varie religioni siano alieni, creature spaziali o extradimensionali giunte nel nostro mondo a combattere le loro guerre. Questa è una cosa che oggi forse non si ricorda, ma che nei primissimi filmati dell’USI la faceva da padrona, e allo stesso modo esistono articoli sul sito che ne parlano. È comunque inutile dire che le teorie di Sitchin, esposte nella sua ininterrotta produzione dal 1976 alla morte, sono state smentite ormai da decenni, e sono anche più vecchie di lui stesso (la prima teoria di questo tipo viene da Il Pianeta Sconosciuto di Kolosimo e Von Daniken, del 1958). Credo che Giacobbo abbia annoiato abbastanza tutta Italia da non dover dire altro sull’argomento.
Ciò che mi ha sempre sorpreso, nei vari discorsi di Jennifer Crepuscolo sul satanismo, era la mancanza di riferimenti a LaVey, Aquino, Gilmore e in generale alle figure di spicco di questa religione, anche perché moltissimi dei concetti che esplica sembrano essere ripresi alla lettera da costoro. Una rumorosa assenza, insomma, che nelle parole della Crepuscolo si estende anche a tutti i gruppi italiani quando dice, ad esempio: “Io so solo che sette anni fa [nel 2010] non c’era niente [sul satanismo in rete], poi da quando è nata l’Unione, molte persone hanno deciso di cavalcare l’onda, e ognuno si è fatto il suo orticello andando a snaturare alcuni valori del culto. Si è fatta confusione. Posso dirti che non esiste un libretto di istruzione per diventare satanista, una persona può al massimo informarsi sul satanismo e riconoscersi tale, rendersi conto che quella verità era già dentro se stesso.” [10]
Tralasciando che la massima “satanisti si nasce, non si diventa” è appunto di LaVey, pare evidente che il Tempio di Satana che avevo visitato molte volte nel 2003 fosse una mia allucinazione, come anche il Compendium Daemonii che sta stampato nella mia libreria. In effetti, ogni volta che la Crepuscolo parla di altri satanismi, cita quasi sempre e solo quello acido, ed è inutile dire che è entrata in diatriba anche con l’ormai “ritirato” Dimitri, in un dialogo a mio avviso piuttosto sterile. Mi pare quindi che l’USI punti ad avere il primato del “vero satanismo”, ignorando (o più probabilmente fingendo di ignorare) tutte le altre passate manifestazioni di questa religione, etichettandole tutt’al più come “distorsioni”; riguardo alle devianze (o se preferite “orticelli”) a cui accenna la Nostra, torneremo a breve.
È però la teologia dell’USI a lasciarmi più perplesso che mai: di base, Satana non sarebbe altro che il nome della divinità che si manifesta sotto mille diverse forme, quelle degli dèi del paganesimo (molto spesso in particolare di quelli oscuri o demonizzati); le divinità dei monoteismi sarebbero anch’esse degli dèi, ma parassitari, il cui scopo è quello di assoggettare gli uomini e sostentarsi con le loro energie (ancora una volta, la ripresa di una metafora di LaVey), a differenza di Satana che invece è libertà, conoscenza e dinamismo. E ognuno può praticare come vuole il “satanismo”: “Ogni iniziato fa di testa sua: ci sono fratelli che amano celebrare e fare rituali di ringraziamento, e fratelli che preferiscono meditare nell’intimità. […] Noi non abbiamo un percorso guidato che ti dice cosa fare: l’iniziato è solo con dio, nel suo abisso personale. […] In tutti questi anni di attività con l’unione satanisti italiani a me non interessava elargire verità assolute, però se c’è una cosa su cui ho sempre battuto il chiodo, è che ogni iniziato, specialmente quelli giovani, deve imparare ad essere indipendente. Se c’è una cosa che sempre ho detto alle persone è di non fidarsi di nessun santone, di nessuna psico-setta, di percorrere la propria via iniziatica spirituale ma da solo, senza maestri, senza intermediari tra se stesso e il divino. Perché si possono incontrare persone per bene che ti aiutano, e persone che se ne approfittano, come negli ultimi fatti di cronaca.” [11]
La Nostra insomma vuole una completa indipendenza sia teologica che pratica dei membri dell’Unione e, se da un lato la cosa può farle onore per questa assoluta libertà, dall’altro non permette di creare un gruppo di fatto, ma solo di nome. L’USI sembra dunque essere un insieme di persone che condivide l’adorazione degli antichi dèi, osteggiati nel corso della Storia dalle religioni abramitiche: questo però la configura non certo come satanismo, ma tutt’al più come corrente neopagana. E questa corrente non fa altro che mettere il nome di “Satana” alla Fonte Divina da cui tutti gli dèi derivano, oltre a riprendere in parte l’iconografia classica dell’angelo caduto, ma comunque in mezzo a tutte le altre opere delle religioni antiche, di cui il sito è pieno (e ammetto che vedere una citazione di Giuliano l’Apostata in apertura di un articolo dell’USI è stato un po’ un pugno nello stomaco).
Ovviamente la Crepuscolo, a cui evidentemente questa cosa tanto palese dev’essere già stata fatta notare, esplica anche la differenza tra paganesimo e satanismo, dicendo: “Allo stesso modo ostinarsi a concepire solo un aspetto di Satana, identificandolo solo con una delle sue antiche forme, che essa sia Enki, Ishtar, Shiva, Odino, Kukulakan, Melek ta’us, o quello che preferite, sarebbe come auto limitarsi, fossilizzarsi nella stasi, mentre sappiamo bene che il Satanismo è Dinamismo, è Evoluzione, Avanzamento, il vero Satanista pertanto non si ancorerà mai ad una singola pagina della storia di Satana, ma ne affronta e comprende l’intero libro. […] Io sono dell’idea che se non si accetta il nome Satana, come se si fosse posseduti da un’isterica repulsione superstiziosa, allora non ci si dovrebbe definire Satanisti e che se si accetta solo una sua forma pagana, allora si è pagani. Nel senso che se credi in Satana solo nella sua forma sumera, sei un Enkista, se celebri Satana nella sua antica veste, che so, di Shiva, allora sei un Induista. Satanista è tutta un’altra cosa, poiché il Satanista è un ricercatore poliedrico che non si limita a guardare da un solo punto di vista, bensì ambisce ad una visione completa, che comprende l’intero panorama spirituale, a 360 gradi. Oltre-i-nomi!” [12]
Pare evidente che la Nostra non abbia idea alcuna della realtà neopagana non dico mondiale, ma anche solo italiana, oppure è ancora una volta in malafede, perché sembra intendere il paganesimo unicamente come ricostruzionismo (ovvero la ripresa di uno specifico pantheon e delle sue celebrazioni). E questa corrente è, inutile a dirsi, quella minoritaria se confrontata con la wicca o i praticanti solitari, i quali non si fanno certo problemi ad ascrivere nel loro “pantheon personale” gli dèi più diversi, aggiungendone sempre di nuovi, adorando Odino e Bastet assieme a Zeus, Damballah e Quetzalcoatl; e questa non è una cosa recente nemmeno a livello “magico”, perché ricordo che già la Curott, nel suo L’arte della magia del 2001, proponeva un elenco di dèi e dee che il praticante poteva invocare a seconda della necessità[13]. I membri dell’USI dunque sono, dal mio punto di vista (nell’ambito della storia delle religioni, ovviamente), dei semplici neopagani a cui piace l’iconografia satanica.
Potrei scrivere un intero libro analizzando gli articoli dell’USI a questo riguardo (e no, non intendo farlo!), ma basti solo un altro esempio. A rileggere oggi il Compendium Daemonii, trovo divertente il fatto che gli autori, pur sostenendo che per un satanista la festa più importante è il suo compleanno, riprendessero anche quelle della Ruota dell’Anno wiccana, ma eliminando i solstizi, rinominandone alcune (Beltane diventava Walpurgisnacht e Samhain Halloween) e modificando un po’ la sostanza della festa. La Crepuscolo (o chi per lei, l’articolo non è firmato) non fa nemmeno questo sforzo: riprende in toto la Ruota, ovviamente senza menzionare la sua origine neopagana, e vi aggiunge tutta una serie di festività minori e inventate prese da internet, scambiando il nome della divinità festeggiata con quello di un demone della tradizione abramitica[14]. E conclude l’introduzione con questa meravigliosa perla, a riprova che il suo satanismo non è paganesimo (ma notate come il discorso funziona perfettamente, e anzi meglio, se sostitute “paganesimo” a “satanismo”): “Il modo migliore per festeggiare questi importanti giorni del nostro Calendario Satanico è a mio avviso quello di seguire l’esempio dei nostri antichi antenati Gentili[15], cercando però di riadattare tali tradizioni alla nostra condizione di vita attuale. […] Pertanto vorrei che fosse ben chiaro a tutti che noi Satanisti non stiamo inventando un bel niente! Non stiamo ricreando un nuovo culto come va tanto di moda oggi con la new age o tutti questi movimenti nascenti… Noi semplicemente stiamo recuperando e restaurando le tradizioni del Culto Originale in seguito demonizzato per convenienza dai credi avversari. Noi non siamo Satanisti perché vogliamo sentirci ‘diversi’ dalla massa, non stiamo creando un nuovo credo per distinguerci dai cristiani o le altre religioni adamitiche [sic!]. Noi semplicemente sentiamo l’esigenza di tornare all’Origine, quando ancora la Verità non era stata contaminata dalle corruzioni della storia. Cercare di ripristinare una Verità Originale non significa ‘inventare un nuovo culto’, bensì significa non permettere alle prevaricanti religioni patriarcali di cancellare il nostro prezioso passato.”[16]
Sono sempre più persuaso, insomma, che la Crepuscolo ignori volutamente tutto il resto (se non per parlarne male), partendo dal satanismo americano fino al neopaganesimo individuale, o sarebbe costretta ad ammettere che la sua idea non è poi così nuova, e nemmeno così originale (spero sia chiaro l’eufemismo), checché ne dicano i suoi articoli dove la celebra come “culto delle origini” (guarda caso, come alcune correnti wiccane).
In questo senso credo che il suo spirito custode, il demone Andras, che la Clavicula riporta come seminatore di discordia, stia facendo un buon lavoro nel dividere i Satanisti italiani.

Giulia Conti e il satanismo moderato.
A questo punto credo possa sorgere spontanea una domanda: «Ma allora, che fine ha fatto LaVey?»
In un suo articolo, la Crepuscolo dice che “il Culto di Lavey, per quanto possa essere un’interessante filosofia, non è certamente il Culto di Satana espresso nella sua forma più completa. Il Razionalista fa di Satana solo un mero simbolo di rifiuto verso la società cristiana, riducendo pertanto il Culto soltanto ad una funzione antitetica, in una dimensione fondamentalmente atea.” [17] E credo che questo le derivi più che altro dalla diatriba con Dimitri, perché sembra totalmente ignorare tutta la visione spirituale e magica di LaVey a cui abbiamo accennato sopra e che, condivisibile o meno che sia, rappresenta una parte importante del suo pensiero (alla quale dedica un quarto della Bibbia di Satana, il Libro di Belial).
Forse ciò non è passato inosservato nemmeno ai membri dell’USI stesso, perché tra il 2013 e il 2014 alcuni di loro (capeggiati da Giulia Conti) si sono separati dal gruppo e hanno fondano la web community Satanismo Razionalista (SR), che vede qualche migliaio di iscritti alla pagina. Punto centrale della separazione sembra essere stato il fatto che, a detta di SR, nel nostro Paese si sono dimenticati gli insegnamenti di LaVey, il “vero satanismo”, ai quali il nuovo gruppo sembra voler ritornare: a livello dottrinario, esso infatti accoglie nella sua integrità tutto il corpus di testi, dottrine, idee e princìpi di LaVey, nonché dei suoi successori, e a livello comunitario raccoglie tutti quelli che aderiscono o si ispirano alla Chiesa di Satana e ai suoi derivati (sembrano esserci confluiti anche i membri del Tempio di Satana in cui mi ero imbattuto anni fa). Il sito è però attualmente offline, e in generale mi pare di capire che la loro attività pubblica consista in poco più che una pagina Facebook dove vengono riportati gli aforismi del Papa Nero e altre citazioni similari a tema “satanico”.
Incuriosito però da quale fosse la loro posizione riguardo la magia esplicata nei testi laveyani, mi è stato risposto privatamente[18] che essa viene considerata come uno strumento messo a disposizione nei confronti di coloro i quali lo ritengono utile come psicodramma catartico a beneficio esclusivamente soggettivo e psicologico per il singolo satanista, ma parimenti anche come modo di sperimentare l’esistenza di possibili forze occulte ancora ignote alla scienza, lasciando dunque al singolo la posizione che più preferisce; esso è tuttavia uno strumento totalmente facoltativo, e dunque viene rispettata anche la decisione di chi non sente alcun bisogno di usarlo nella sua vita. Anche la ritualistica satanica dunque, seppur presente, viene liberamente lasciata nell’ambito della discrezionalità del singolo, a ognuno secondo le proprie sfumature di usi, forme e significati. Peraltro essi si pongono anche in maniera teologicamente più agnostica che atea, esplicando (nella sezione Informazioni della loro pagina Facebook) che “i Razionalisti non negano il concetto di ‘Dio’, semplicemente riconoscono di non averne bisogno - stimando se stessi e la propria ragione l’unica realtà da valutare fondamentale.”
Questo piccolo “rinascimento laveyano” è interessante, perché dà una visione d’insieme del panorama italiano, dove coloro che si definiscono satanisti sembrano essere per lo più divisi tra la visione anarchica e teista della Crepuscolo e quella totalitaria e atea di Dimitri[19]: in questo modo il satanismo razionalista laveyano, nato nel 1966 e categorizzatosi sin da subito come un pensiero ateo e ribelle, e tuttavia esoterico e spirituale, assume qui le forme di una via di mezzo fra queste due fazioni.
Insomma, in Italia sembriamo essere così estremisti da aver fatto di LaVey un moderato, e questa è sicuramente un’operazione notevole…

“So che abiti dove Satana ha il suo trono, ma tieni saldo il Mio nome...” (Ap. 2, 13)
Vorrei in conclusione chiarire la mia posizione in merito a tutta la faccenda.
A me personalmente fa anche piacere che la Crepuscolo abbia le sue esperienze mistiche in cui parla con gli dèi perché, parafrasando un autore fantasy italiano, non c’è mai abbastanza meraviglia in questo mondo. Esattamente come mi fa piacere che Dimitri abbia trovato una nuova causa ideologica nella quale mettere tutto sé stesso e realizzarsi, come faceva quando era giovane.
Al di là di questo, se nessuno dei due parlasse pubblicamente, l’umanità ne avrebbe solo guadagno.
Non voglio dire che il satanismo di LaVey sia il “vero satanismo”: non a caso ne esistono di diversi tipi, e lungi da me ogni genere di ipse dixit. Al di là delle sporadiche manifestazioni precedenti a lui, però, il Papa Nero resta comunque il fondatore del satanismo contemporaneo, e assieme ad Aquino ha gettato le basi delle sue due anime: da un lato Satana come simbolo di ribellione e liberazione dalle inibizioni, dall’altro come entità reale e grande agente magico; entrambe queste visioni sono finalizzate alla realizzazione dell’uomo-dio, che diventa a mio avviso il tratto distintivo e unificante del satanismo come religione.
In entrambi i casi Satana è un simbolo carico di potere, mentre in Italia esso è diventato solo un nome: per Dimitri, esso si riduce alla sua funzione etimologica di “avversario” (della mistica, in questo caso), per la Crepuscolo è un nome-contenitore per i vari dèi pagani. Mi viene sempre più da pensare che entrambi, durante il loro percorso di crescita, lo abbiano mantenuto un po’ per tradizione e un po’ per continuare a far scalpore, ma di fatto le loro dottrine funzionerebbero perfettamente anche se non si usasse il termine “Satana” (ma certo si ridurrebbero, come detto, a positivismo e neopaganesimo).
Non è nemmeno questo il peggio, in realtà, come non lo è la loro completa ed evidente mancanza di una qualsivoglia formazione accademica.
La cosa peggiore è piuttosto che, se il satanismo dei BDS fosse al comando dell’Italia, verrebbero messe al bando tutte le espressioni di religiosità, deportati i praticanti e fatti i roghi di libri sacri in una clima di persecuzione da lasciare atterrito persino Robespierre (e tralascio il fatto che nel suo articolo sulla magia Dimitri mette Mussolini fra gli uomini illuminati). Allo stesso modo vorrei ricordare come l’USI (e la Crepuscolo in primis), tra una pausa e l’altra dal suo frenetico saccheggio di siti neopagani di infima qualità, trova sempre il tempo per scagliarsi apertamente contro quello che non le aggrada, con termini come “blasfemia” che sanno molto di pulpito medievale: probabilmente, se comandasse l’USI, la riscrittura di tutti i libri di storia sarebbe il suo obiettivo primario. Del resto, prima c’erano solo devianze del vero satanismo, o religioni imperfette, o nocive: una filosofia dal sapore quasi islamico.
Per quanto si detestino a vicenda, comunque, l’unica cosa sulla quale entrambi concordano è l’avversione al cristianesimo: ognuno dice che il satanismo dell’altro è una mera e arida ribellione al cattolicesimo imperante, mentre il suo è quello corretto e libero da questi vincoli bambineschi. Per quanto, mi sento di ricordare, gli articoli della Crepuscolo trasudino anticristianesimo, e il sito di Dimitri abbia una sezione intitolata “Preti Pedofili”.
Credo quindi che entrambi si troverebbero d’accordo solo nel fare una bella persecuzione nei confronti dei Cristiani i quali, che venga detto o meno, sono il loro vero nemico e il centro di ogni loro pensiero, almeno quello pubblico.
Ma in fondo, non è questo il comune denominatore di tutto il satanismo di bassa lega?...


[1] In realtà, riguardandolo dopo tutti questi anni, mi pare che questo testo prenda anche molto dalla corrente occultista di Aquino (il Tempio di Set) e dal neopaganesimo in generale; dunque non mi sorprende se già all’epoca il Compendium era apprezzato da alcuni e disprezzato da altri, ma sicuramente ha avuto il merito di spiegare e dare visibilità al satanismo sul web, in un’epoca nella quale non era ancora stato tradotto nulla.
[2] Dal sito del CESNUR si evince che l’unico gruppo italiano ad aver avuto realmente contatti con la Chiesa di Satana ufficiale, quella californiana, è stata l’omonima organizzazione torinese, attiva negli Anni ’60; essa, nata in ambienti goliardici e massonici, avrebbe poi generato un secondo gruppo, stavolta occultista, ma nessuno dei due sembra più essere attivo dalla fine degli Anni ’90, se non in forma privata. Va da sé che in entrambi i casi gli aderenti si contavano nell’ordine delle decine.
[3] Marco Dimitri - Stefano Lanzi - Susi Medusa Gottardi, I Bambini di Satana. Vangelo Infernale, inedito, p. 87.
[4] Massimo Introvigne, I Satanisti. Storia, riti e miti del satanismo, Sugarco (Azzate 2010), p. 401.            
[5] ISIA Urbino intervista a Marco Dimitri: https://www.bambinidisatana.com/isia-urbino-intervista-marco-dimitri/ consultato il 17/03/2017. Aggiungo che trovo la faccenda dei roghi di scienziati piuttosto questionabile.
[6] Ibid.                             
[7] Marco Dimitri - Tizian De la Grande, Satanismo razionalista e pensiero magico: https://www.bambinidisatana.com/satanismo-razionalista-e-pensiero-magico/, consultato il 17/03/2017.
[8] Anton Szandor LaVey, La Bibbia Satanica, p. 60.
[9] Questa associazione fece scalpore nel 2015 proprio per la fondazione del tempio a Detroit.       
[10] Credo in Satana e vi spiego perché il satanismo non è quello che vi hanno sempre raccontato, di Lara Tomasetta su TPI: http://www.tpi.it/mondo/italia/satanismo-religione-credenze, consultato il 17/03/2017.
[11] Ibid.
[12] Culto delle origini, di Jennifer Crepuscolo (dal sito dell’USI): http://www.unionesatanistiitaliani.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6&Itemid=37, consultato il 17/03/2017.
[13] Phyllis Curott, L’arte della magia, Sonzogno (Bergamo 2002), pp. 120 e 150-151.
[14] Non mi sorprende dunque che la Crepuscolo rinneghi tutti i grimori della tradizione occidentale in quanto si tratta di “una marea di stronzate made in CristianLand, totalmente ridicolo, grottesco e soprattutto BLASFEMO nei confronti dei nostri Dei”, per quanto non mi pare si faccia troppi problemi a usare i nomi della demonologia cristiana per i suoi dèi; si veda a tal proposito Grimori e goetia come tradizione satanista… ma anche no!: http://www.unionesatanistiitaliani.it/index.php?option=com_content&view=article&id=185&Itemid=239, consultato il 19/03/2017.
[15] Trovo significativo l’utilizzo di questo termine, tanto in voga presso il neopaganesimo ricostruzionista italiano.
[16] Calendario satanico, dal sito dell’USI: http://www.unionesatanistiitaliani.it/index.php?option=com_content&view=article&id=53&Itemid=201, consultato il 19/03/2017.
[17] Il satanismo è uno, tutto il resto è distorsione, di Jennifer Crepuscolo (dal sito dell’USI): http://www.unionesatanistiitaliani.it/index.php?option=com_content&view=article&id=192&Itemid=247, consultato il 17/03/2017.
[18] Comunicazione privata avvenuta tramite Facebook il 18/03/2017.
[19] Esistono in effetti alcuni gruppi, meno virtuali ma anche molto meno numerosi (qualche decina di membri a essere generosi), di stampo occultista come la scomparsa Loggia Nera romana o la 666 Realtà Satanica milanese, di ispirazione wiccana, laveyana e luciferiana.

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